1 marzo 2018

Kiwi «made in Italy», i mercati lontani spingono Jingold

“E’ stata una campagna 2017/18 molto soddisfacente per il kiwi a polpa gialla Jintao. Nonostante il calo produttivo che ha interessato tutto il comparto italiano, noi abbiamo raggiunto il record della raccolta e dei volumi commercializzati. Ciò garantirà un ritorno economico molto positivo per i nostri produttori”. Moreno Armuzzi, responsabile marketing e sviluppo di Jingold – azienda specializzata nel settore del kiwi – ha così commentato la stagione “italiana” della varietà Jintao. La quale si sta avviando alla conclusione.

“Anche in questa campagna – ha proseguito Armuzzi – il mercato globale del kiwi a polpa gialla ha registrato una crescita importante. Il kiwi giallo è ormai una referenza presente nei punti vendita di tutti i maggiori mercati del mondo”.

“L’Europa, per quanto riguarda Jintao (core business di Jingold, ndr), resta il mercato di riferimento in termini di volumi, con la Germania in primis, Paese dove siamo distribuiti in maniera capillare. Anche quest’anno, però, abbiamo incrementato il nostro lavoro non solo con i mercati più maturi di Cina, Corea, Taiwan e Hong Kong, ma anche, e soprattutto, con i mercati lontani di Australia, Messico, Malesia e Indonesia, i quali stanno acquisendo sempre più importanza”.

“Siamo inoltre soddisfatti – prosegue Armuzzi – per i risultati della campagna del kiwi italiano a polpa verde, in quanto abbiamo raggiunto i nostri obiettivi e incrementato i volumi di Hayward spediti oltremare, grazie soprattutto al ruolo fondamentale dei nuovi mercati”.

Novità assoluta di questa stagione è la realizzazione di test commerciali dedicati alla nuova cultivar a polpa rossa Oriental Red. “Quest’anno – sottolinea il responsabile – sono stati raccolti i primi volumi degli impianti messi a dimora due o tre anni fa. Si tratta di quantità che abbiamo utilizzato più che altro per piccoli test. Contiamo di poter fare piccole forniture a partire dalla prossima stagione. Poi, entro i prossimi tre-cinque anni, avremo una crescita esponenziale della produzione”.

“La varietà Oriental Red ci consente di dare ulteriore forza al nostro progetto di categoria. Spicca non solo per la sua peculiarità cromatica, ma anche per il sapore estremamente dolce, con un retrogusto esotico che incontra i gusti di una nuova fascia di consumatori”, conclude Armuzzi.

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